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il francese nella lingua italiana
Apr 26, 2020

Le parole francesi nella lingua italiana

Parole parole, sì, ma parole francesi!

Parlare italiano significa anche usare parole francesi, che non hanno sempre una somiglianza con la loro pronuncia di origine o, che si sono allontanate della loro definizione iniziale o ancora, venute da un tempo che chi ha “meno di 70 anni non puo’ conoscere“. Risultato di diversi secoli di Storia comune, di Regni, di condivisione culturale… Non per niente si dice che la Francia e l’Italia sono due paesi cugini. Allora, nel corso del tempo passato a vivere la dolce vita, abbiamo il piacere di sentire qualche parola francese utilizzata e pronunciata all’italiana. A volte anche, in una frase intera pronunciata dal nostro interlocutore, sarà LA parola che non capiamo prima che ci dica “ma è francese”… Ah puoi ripetere?

Il francese in cucina


croissant italien
© www.panificiolai.it

Ed è così che ci ritroviamo a mangiare le brioche con i nostri colleghi alla pausa caffè, sognando della tradizionale brioche di Vendrennes ma mettendo in bocca quello che gli italiani chiamano croissant, fagottino, bignè e altre pasticcerie. Il croissant o cornetto, assomiglierebbe al croissant con la grande particolarità di essere brioché, (briochato/briosciato?) e di avere nel suo cuore della marmellata. Allora, ecco, la brioche come la conosciamo noi, qui, non esiste ed è un vero shock culturale quando portiamo al lavoro la nostra versione originale. Beh, alla fine, è soltanto il contraccolpo dopo aver rovinato la ricetta della pasta alla carbonara. Touché.

choux à la crème en italie
© www.siciliafan.it

Continuiamo speditamente con i bignè alla crema per i choux à la crème oppure bignè riempiti di cioccolato e in questo caso assomigliano abbastanza ai profiteroles o mini religieuses. Ci sono anche i vol au vent che chiamiamo bouchée à la reine… O il famoso patè. Che non c’entra niente con il pâté versione francese, una preparazione a base di carne, di pesce o di verdura, il tutto tritato. Il patè di oliva per esempio, si chiama per noi tapenade d’olives. Visto che ci siamo, parliamo anche delle parole derivate dal francese con gli accenti al contrario (come patè). La purée che diventa il purè, non basta aver messo l’accento diverso è anche diventato maschile! Senza dimenticare il nostro preferito, il pan carrè per chiamare il pane da toast o pain de mie in francese… E’ del buon senso quando ci pensiamo : pane carré (quadrato).

Rimaniamo sul tema della cucina ed eccone uno che è stato oggetto di dibattito alla pausa caffè. Il sac à poche! Il sac à poche che si chiama in francese poche à douille. Ed è questo momento preciso che inizia il gioco:
– Per fare la torta… (mettere la dicitura che volete), ho utilizzato un sac à poche… (blablabla italiano)
– Cosa hai utilizzato? (sguardo incredulo)
– Oune saaacca poooosh, ma dovresti conoscere, è francese!
– Euh, non sono sicura di capire, a cosa serve?
– Ci si mette la crema dentro per decorare o guarnire dei piatti, dolci…
– Ahhhh una poche à douille?
– Eh?
– Euh?
Ricerca Google: poche à douille → fa vedere l’immagine
Ricerca Google: sac à poche → fa vedere l’immagine
Ok Google, è la stessa cosa!

poche a douille italie
© www.ma-poche-a-douille.fr
Ma poi, arriva la collega originaria da un’altra parte della Francia e dice che lei lo chiama sac à poche… Allora, troppi anni passati in Italia o modi diversi di chiamarlo fra i francesi? 
Ca va sans dire che questo dialogo si svolge in un italiano migliore, almeno da parte dei nostri interlocutori! 

Trovare un escamotage…


Ma attenzione, non riguarda soltanto l’universo della cucina, ritroviamo parole francesi qua e là. E’ probabile che durante una conversazione con un commercialista o un assicuratore, si risponda a proposito della nostra situazione, “in teoria non si può’ fare ma possiamo vedere se si può trovare un escamotage”. Chiedo scusa? Non ho ben capito… Escamotage, alla fine, è sicuramente una delle parole francesi preferite dagli italiani, in quanto sono campioni per trovare un sotterfugio a una situazione difficile se non compromessa, spesso al limite della disonestà. Non ce ne vogliate, è la definizione di escamotage in italiano. Un perfetto equilibrio che gli italiani stessi spiegano dicendo che le leggi esistono, sì, ma che sono talmente poco chiare che ognuno può interpretarle a modo suo. Così, l’escamotage ha saputo trovare il suo posto nel vocabolario italiano.

Delle parole francesi ovunque


mots français dans la langue italienne
© Diggita.it

Entriamo nella casa dove troviamo il parquet o la moquette a terra. E mettiamo la macchina in garage. Continuiamo nella camera, dove si ritrova l’abat-jour che indica tutta la lampada da comodino. Ci parlano di collage che sarebbe per noi, una sorta di scrapbooking. E anche lì, una parola presa dall’inglese ma, magari, lo utilizziamo male. E non dimentichiamo il “con nonchalance”, che si riferisce a un’attitude disinvolta, rilassata, spensierata o ancora “casualmente”. A ogni situazione, il suo utilizzo di nonchalance. Sono usate anche le parole : bricolage, boutique, bouquet, brochure, champagne brut, buffet, camion, collant, un consommé, dépliant, dossier, gilet (gilè), moquette, osé, pardon, peluche, pot-pourri, pochette, routine, sommelier e tante altre. Il tutto sapendo pronunciarli all’italiana o capirli nel mezzo di una conversazione con italiani.

E finiamo con un gran classico: il dehors. Al ristorante o al bar, sarà possibile sorseggiare un drink sulla terrazza, chiamata in Italia: il dehors. Questo, anche se il terrazzo è coperto e/o in un cortile. Quindi non è dentro. La cosa più divertente è che occorre spesso precisare che vogliate mangiare nel dehors, fuori, davvero pleonastico per delle orecchie francesi che non sentono altro che “mangiare fuori nel fuori”!

Il francese nei dialetti


dialecte italien et francais

E se ci sono delle lingue dove il francese è presente, sono i dialetti: piemontese, napoletano, siciliano, milanese… Nessun geloso, una farandola di parole derivate della nostra lingua natale! Nasce un po’ di orgoglio, quando nel bel mezzo di un discorso, che non capiamo, spicca una parola e, a questo momento, pensiamo di esser diventate bilingue napoletano. Ho compreso bene la parola bouteille? Si! Stai parlando di una boite ? Assolutamente! Wow, ecco, possiamo tenere una conversazione a Napoli! O ancora, gatto’ per gâteau. E allora, la vera scoperta resta comunque paletot, che si pronuncia palto. A dire la verità, pensiamo che sia una parola del patois delle nostre parti (Paesi della Loira). Vuol dire cappotto e nel dialetto milanese si dice palto’, in dialetto siciliano, paleto’. Se non è meraviglioso questo scambio di vocabolario fra i nostri patois/dialetti!

Dialetto piemontese e parole francesi


region piemont et dialecte

Ma senza dubbio, il dialetto che sentiamo il più spesso e che ha tantissime parole derivate dal francese (a volte identiche) è il piemontese. E lì, è una marea di parole che conosciamo benissimo, ecco qualche esempio: Feu per feu (fuoco), crié o crier per urlare, papé per papier (foglio), cheur per coeur (cuore), seur per soeur (sorella), tajé per tailler (tagliare), crajon per crayon (penna), travajé per travailler (lavorare). Il latte si scrive lait, esattamente come in francese ma si pronuncia diversamente. E ce n’è una lista impressionante. Si dice, tra l’altro, che il dialetto del Piemonte e il patois provenzale si assomigliano tantissimo.

Vedrete sulla mappa qui sopra che Torino si scrive esattamente come in francese : Turin. Solo che in piemontese si pronuncia “tourin” mentre noi… No, lasciamo perdere, non sappiamo come scrivervelo! Comunque, è grazie a questa somiglianza francese/piemontese, che abbiamo avuto l’idea di chiamare la nostra offerta di itinerari turistici a Torino: Vivé [Turin].

vive turin l'aventure a turin

Ci piace immaginare come le nostre Lingue hanno potuto mescolarsi, attraverso il tempo e le conquiste. Parliamo, ovviamente, della Lingua francese e della Lingua italiana, non delle nostre lingue letteralmente! Ci piace immaginare delle storie di un altro tempo; portarono sicuramente tanti reperti e del cibo, assaggiarono, ne discussero. Il francese disse, c’est un beignet, l’italiano capì “c’est un bignè”. Poi, in tempo di guerra, l’italiano esclamò “all’arme”, il francese comprese che fosse l’ora della battaglia, l’allarme (un allarme)! Così, le lingue sono evolute ed è incredibile ritrovare le proprie parole in una lingua straniera. A volte, sono un po’ distorte ma ci si abitua!
Vi lasciamo con questo video simpatico, riprendendo tutte le parole francesi utilizzate in italiano. E ritrovate tutti nostri articoli sulla vita in Italia e non perdetevi l’articolo sulle parole e espressioni in italiano!

http://www.simonerovellini.com/

Ciccia&Cerva - Autore

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Comment ( 1 )

  • Silvia The Food Traveler

    Bellissimo questo articolo, perché mi sono resa conto di quante parole francesi usiamo in italiano in maniera strana. L’esempio del “sac à poche” è emblematico!
    Da piemontese mi vengono in mente diverse parole francesi che si usano nel dialetto, tra cui anche “lapin” per coniglio e “camisola” per sottoveste che mi ricorda molto il francese “chemise”.

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