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Feb 25, 2019

La parola agli italiani! VOX POPULI

Cari amici italiani, cosa pensate di noi francese e della Francia?

Lo ammettiamo, ci piace stuzzicare gli italiani… E celo rendete bene! Prenderci in giro è il nostro quotidiano. Ci sono mentalità, atteggiamenti o abitudine italiane che a volte, ci lasciano perplesse e non lo nascondiamo, mai. Ma attenzione, parliamo di gioco, non è che facciamo le spiritose o andiamo nella provocazione. Allora oggi proponiamo un capovolgimento della situazione. Perché un po di auto derisione non fa mai del male, ecco quello che pensate di noi. Verità o cliché? Entrambi! Questo è il risultato di uno studio serissimo. E alla fine quello che conta è che ci vogliamo comunque bene, non dite il contrario.

Quindi, cosa pensate di noi?

Dossier sulla Francia. Indagine esclusiva, Ciccia&Cerva decifrano per voi i pensieri oscuri italiani.

E abbiamo scavato! Oltre alla nostra esperienza sul territorio italiano e alle nostre conoscenze (amici, che pensiamo siano rimasti i nostri amici, speriamo), abbiamo condotto le nostre indagini per qualche settimana con italiani di tutti gli orizzonti per scoprire cosa pensavate davvero della Francia e dei francesi. Ovviamente, per evitare di cadere nei cliché infondati, abbiamo dato la parola a italiani che hanno già viaggiato in Francia o hanno vissuto lì. L’obiettivo era avere punti di vista oggettivi e non che si trasformasse in pugilato antifrancesi. (Anche perché quando abbiamo condotto lo studio, avevamo appena vinto i Mondiali! AHAHAH, scusate). Dobbiamo pero dirvi che non è stato semplice trovare italiani che accettavano di rispondere alle nostre domande … Non è stato un compito facile, ma siamo comunque riuscite a estrarre informazioni preziosi!
Ecco l’elenco di ciò che pensate di noi, per alcuni passaggi, consigliamo ai francesi di prendersela con calma e mangiare un pezzo di pizza. Per voi italiani, potete ridere, siamo fairplay.

Il primo punto, che rimarrà sempre un mistero per entrambi delle patrie:

I FRANCESI NON USANO IL BIDET

Un bidet! Il mio regno per il bidet! Sì, è un classico, ma è IL tema che emerge più spesso nelle conversazioni con gli italiani quando parliamo della Francia. Come se la Francia fosse l’unico paese al mondo in cui non si usava il bidet. Sentiamo spesso “avete inventato il bidet e non lo usate” o “ma come vivete senza bidet, che schifo …”.
Arrivato in Italia dal XVII secolo, il bidet viene ancora utilizzato oggi. Sin dalla tenera età, ai bambini viene insegnato come fare la loro igiene personale. Prima di arrivare in Italia pensavamo che fosse un mito. E invece, si usa davvero dopo aver cagato (abbiamo cercato un modo più elegante di dirlo ma è quello che è: tutti andiamo in bagno per questo), dopo il sesso o, per le donne, durante il loro ciclo.  

In conclusione, per voi italiani, visto che non usiamo il bidet dopo aver defecato e beh siamo sporchi. Invece negli altri paesi non lo usano ma sono comunque meno sporchi di noi 😉 Sporche o no, a casa il nostro bidet è proprietà di Lizzie, il nostro gatto!

PS: anche noi ci laviamo i piedi … Come voi! Dai ditelo che è una mini vasca multifunzionale.
Comunque, mettiamo sempre in guardia i nostri connazionali quando vengono in Italia. Non toccare l’asciugamano appoggiato fra il bidet e il lavandino! No, non è per le mani! E si, ognuno trova una cosa sporca nel fatto di usare o non usare il bidet!

A dada sur mon bidet: abbiamo pure una filastrocca sul bidet in Francia, cosa ne dite?

In Francia, le persone sono snob, altezzose, arroganti!

Il Francese è fiero come un gallo
Fier comme un coq

Su quel punto, dobbiamo dirvi che cela prendiamo un po con i parigini che ci danno quell’immagine nel mondo intero… Eh sì! Parigini se ci leggete, scusateci, ma la maggior parte degli italiani che hanno viaggiato in Francia sono andati a Parigi e sono unanimi: a Parigi, la gente non è per niente amichevole, peggio, è arrogante. Velo concediamo, nella capitale francese anche noi, gente della “Province”, oltre i muri della città, non siamo ben accolte e ci sentiamo straniere.
Oltre il parigino, lo ammettiamo. È vero che il francese possa sembrare snob. Gli italiani ci hanno anche fatto notare che camminavamo in una maniera speciale, come se stavamo sfilando. Boh. A dire la verità, non ci rendiamo conto e visto cosi, possiamo capire di essere visti come altezzosi.

Fortunatamente il nostro sondaggio ha anche rivelato che non tutti i francesi sono così (grazie del vostro sopporto!). Ne risulta in realtà che i francesi sono discreti a prima vista, quasi freddi, ma che man mano parlando con loro, sono di fatto amichevoli, accoglienti e finalmente gli scambi stanno andando bene. Ovviamente che sta andando bene, non siamo cosi antipatici alla fine.

La France, ce beau pays

Sebbene le persone siano snob, gli italiani sono piuttosto d’accordo sul fatto che la Francia sia un paese bellissimo. È già qualcosa! Ovviamente, quando chiediamo agli italiani dove sono andati in Francia, la prima risposta è Parigi, ma allo stesso tempo è la capitale, quindi lo accettiamo! A Torino, la maggior parte della gente che ha risposto è anche andata in Costa Azzurra e in Provenza, anche li si spiega sul fatto della vicinanza. Per coloro che si sono avventurati oltre Parigi, sono tornati con un’immagine molto positiva della Francia e soprattutto con ricordi di paesaggi meravigliosi. Molto spesso, ci viene detto della Bretagna e della Normandia e dobbiamo riconoscere che si tratta di due splendide regioni. L’Alsazia e la Savoia arrivano in secondo posto. Il Nord è più sconosciuto, le Landes quasi inesistenti. Finora, non abbiamo conosciuto nessuno che ci abbia messo piede … Ovviamente, promuoviamo anche i Paesi della Loira, conosciuti inoltre per i Castelli della Loira! Ciò che piace in Francia è la diversità dei paesaggi, abbiamo diverse catene montuose, il Mare Mediterraneo, l’Oceano, la Manica ma anche pianure, foreste… Paesaggi diversi dall’Italia. Avete l’alba sul mare Adriatico, abbiamo il tramonto sull’oceano Atlantico, alla fine ci completiamo!

Tramonto a Quiberon

Siamo nazionalisti: Liberté Égalité Fraternité

Per questo abbiamo avuto bisogno di cercare il perché. Perché questo vi intriga a questo punto. Un po di Storia Maestro!

“Cette année là!”

Canzone famosissima in Francia, cantata da Claude-François, detto Cloclo.

Perché vi cantiamo questo? Cosa c’entra con la Storia? Semplicemente perché altrimenti vi perdete le nostre bellissime battute e non cogliete le sfumature del nostro umorismo. E sopratutto, vi mancate delle bellissime canzone francesi, vi allarghiamo la cultura musicale.

Marianne, rappresentazione nazionale allegorica della Repubblica francese
Liberté, Egalité, Mbappé

Cette année là quindi, siamo nel, 481 Clovis, il nostro primo Cloclo, ha iniziato a costruire il Regno dei Franchi, diventato ufficialmente il regno di Francia nel 1190 prima di far posto alla Repubblica Francese nel 1792. Il Regno dell’Italia invece, risale solo al 1861. La Repubblica invece fu proclamata alla fine della Seconda guerra mondiale nel 1946. Prima, l’Italia era composta da diversi regni in guerra. L’unità italiana in se stessa è ancora giovanissima rispetto alla storia del vecchio continente. Questo spiega anche perché il Nord e il Sud Italia sono a volte rivali. Un riassunto condensato per spiegare il lato nazionalista che sembra definirci, noi francesi. Siamo vicini allo Stato, abbiamo fiducia in esso, ci aspettiamo che egli ci aiuti. Un’aspettativa che pochi paesi capiscono. Prevediamo che lo stato aiuti i suoi cittadini in modo che possano alloggiarsi, nutrirsi, andare a scuola…

Ora sentite dire dai francesi “sì, ma stiamo perdendo tutti nostri diritti e questi privilegi, e poi le cose cambiano, la Francia non è quello che era e bla bla bla…” Alla fine, quando paragoniamo ci rendiamo conto che abbiamo comunque più privilegi che in altri paesi ma la differenza è anche che continuiamo a sbatterci per tenerceli.

Assistenza Statale

Per dare un piccolo esempio, in Italia, non esistono aiuti all’alloggio. Ne per i poveri, ne per i meno poveri, per nessuno. Qui in Italia, la scuola pubblica è gratuita ma ogni anno, le famiglie devono pagare libri e manuali mentre in Francia è davvero tutto gratuito. Qui in Italia esiste una compensazione disoccupazione ma è come se non esistesse, proprio l’opposto della Francia. Non possiamo andare a vedere l’assistenza sociale per orientarsi, cercare consiglio, ascolto, appoggio psicologico, gratis qui in Italia (…)? O se esistono questi servizi, saranno o a pagamento, o riservati a chi entra nei criteri o… Si nascondono benissimo. Quindi per farla breve, tutto questo aiuto, questo sostegno dello stato, e semplicemente perché siamo francesi da secoli. Per noi ci sembra una cosa normalissima. Ci spieghiamo. Da secoli, siamo un popolo che crede nel proprio paese, nel proprio stato francese. Non è per niente che nel nostro motto c’è la Fraternità, e la Fraternità è davvero ciò che ci differenzia dall’Italia e certamente da altri popoli meno coesi l’uno all’altro. Di quel studio si ritiene che questa coesione è considerata come un grande pregio. Pero, a volte siamo anche troppo nazionalisti e li, è stato detto che puo essere un diffetto. E per dire tutta la verità (e nient’altro che la verità), non avete torto. Purché essendo una qualità, questo senso della patria può, a volte, impedirci di metterci nei panni di altri paesi. Abbiamo la nostra visione dello Stato e vorremmo che questo si applicasse ovunque. Ma è una mentalità che non è esportabile, perché ogni paese ha la sua Storia.

Nonostante tutto ciò che si può dire in Francia, i francesi rimangono ancora molto patriottici e molto solidali. E quando in Francia succede qualcosa di grave, come purtroppo gli attentati, è tutta la Francia che è a terra. Lo sentiamo dentro di noi. Chi non ricorda gli attentati del 13 novembre 2015 o del 14 luglio 2016 o ancora il tettoia di Notre Dame in fuoco… Il senso “nazionalista” che descrivete è il modo in cui i francesi si uniscono nella gioia come nel dolore.

Nazionalismo dirompente GI Jaunes, Gilè Gialli.

E chi dice francese, dice lotta per i suoi diritti! E sì, anche questo definisce bene il francese. Se aspettiamo tanto dallo Stato è perché lo Stato, siamo noi. Quando dappertutto in Europa l’età della pensione aumenta tranquillamente senza che nessuno osi battere ciglio, noi, francesi, scendiamo in piazza! Come ovunque in Europa, il prezzo della benzina e del diesel aumenta, in Francia, anche se il prezzo rimane comunque inferiore agli altri paesi, i francesi decidono di bloccare il paese proprio per mostrare il loro malcontento e la discordanza al governo. E va bene! Dal nostro punto di vista è esattamente quello che dobbiamo fare, dire al nostro governo che non siamo d’accordo, che combatteremo. E ogni campo di attività è pronto per essere associato: la strada, le compagnie di trasporto, i vecchi, gli studenti, i sindacati, i cittadini in generale. Questo è esattamente ciò che non esiste in Italia. Questo cari amici, è un punto di forza, è un diritto che abbiamo acquisito e che non dobbiamo perdere. Lo dite anche voi.

PS : non parliamo solo dei Gilè Gialli ma soprattutto delle manifestazioni che abbiamo conosciuto negli anni passati. E secondo PS, non sosteniamo i Gilets Jaunes e questo modo di distruggere il nostro bel paese per delle rivendicazioni che oggi non capiamo più.

La gastronomia francese

Argomento più “dolce”. Non ne siamo sicure. Quando chiediamo agli italiani se mangiano bene durante il loro soggiorno in Francia, le risposte sono contrastanti. Per chi è rimasto a Parigi, la maggioranza afferma che non ha mangiato bene. Celo spiegano nel fatto di non aver avuto l’opportunità di mangiare dei piatti tipici. Come se proprio non esistessero piatti tipici in Francia.

In generale pero, gli italiani apprezzano la baguette, i dessert, la pasticceria e i dolci come i croissant, pain au chocolat e, in cima della lista, il famoso Paris-Brest. Apprezzano il vino francese, che si affrettano di paragonare ai vini italiani (ma è una bella guerra, lo facciamo anche noi) e, naturalmente, amano i formaggi francesi! (la bûche de chèvre)

Ma i piatti tipici esistono, e per quelli che sono andati oltre Parigi, che hanno visitato altre regioni in Francia, ecco quello che gli sono piaciuti:

  • le crêpes, le galettes (crêpes salate con farina di saraceno) in Bretagna,
  • la cucina alsaziana e soprattutto la Choucroute e la Flammekueche,
  • la quiche Lorraine in Lorena,
  • tutti frutti di mare nell’Ovest, detto Grand Ouest
  • la raclette, la fonduta e altre specialità a base di formaggi di montagna in Savoia.

Il cibo, questo per voi italiani fa parte dell’identità di una regione ed è quello che cercate quando viaggiate, un piatto che caratterizza il paesino, la provincia. È talmente importante che se il cibo non raggiunge le vostre speranze, il viaggio, purché sia stato bello, sarà ridotto a questo: “Si si un bellissimo paese, ma il cibo! No!” Il campanilismo è più forte da voi, non è una critica, ma permette di spiegare perché avete conservato tanti piatti tradizionali. È davvero nella cultura italiana di cucinare i piatti tipici e mangiarli nei ristoranti chiamati “trattoria”, “osteria” o “piola”. Quindi all’estero, si aspetta di trovare questa specificità. Tuttavia, in Francia, e lo concediamo, non è facile trovare i posti dove si mangiano piatti tipici francesi o bisogna andare dalla nonna la domenica. E i cosiddetti ristoranti “gourmet” sono costosi.

Un consiglio quindi? Questi ristoranti proponendo piatti tipici gli troverete più facilmente in campagna, perché anche noi, fuori città abbiamo questa parte campanilista e siamo orgogliosi delle nostre tradizioni.

In conclusione

Mona Lisa la Gioconda
Mone Lise 🙂

(eh si, è già finito) gli italiani che conoscono bene la Francia, che hanno trascorso dei veri e propri soggiorni, hanno un’opinione piuttosto positiva della Francia e dei francesi. Quando abbiamo chiesto se vorrebbero tornare, rispondono tutti di sì. Quando gli chiediamo se vorrebbero vivere lì, le risposte sono più contrastate, alcuni sono troppo attaccati all’Italia e altri rispondono perché no? Perché secondo loro è un paese in cui ci si vive bene! Dall’elenco delle qualità e difetti della Francia e dei francesi, ecco il risultato: la prima qualità è la ricchezza culturale ed il fatto di proteggere e investire nel proprio patrimonio. (Anche se ci chiedete di restituire la famosa Gioconda!*), Vengono poi la gastronomia, il vino e anche il fatto che lottiamo per difendere i nostri diritti. I difetti sono il senso della patria, che, per eccesso è percepito come negativo, la discrezione e l’arroganza che suggerisce che ci pensiamo superiori. E poi viene il costo della vita che è alto in Francia.

Voi che avete, o vissuto o viaggiato in Francia cosa ne pensate? “

* Accettiamo di restituire la Mona Lisa, se restituite tutti i bidet! AH AH AH (risate malvagie)

Ciccia&Cerva - Autore

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Comments ( 4 )

  • ANTONELLA MAIOCCHI

    Mi piace così tanto la Francia che ho una casetta in Provenza. Non è vero che i Francesi sono spocchiosi e arroganti, al Sud sono simpatici rumorosi e affettuosi. Con gli amici francesi beviamo ottimo vino e ci prendiamo in giro sull’uso/non uso del bidet che – per inciso – abbiamo fatto aggiungere nel nostro bagno

    • Ciccia&Cerva

      Rumorosi ahaha hai ragione 😉 Che bello! Dove in Provenza?
      Ecco è cosi che si deve fare; scherzare sulle differenze in buona compagnia e con il vino. L’autoironia è esseniale, in fondo, siamo cugini e ci vogliamo bene dai 🙂

  • Carmen

    Vi ho scoperte da poco e vi adoro, siete troppo simpatiche. Ma forse sono di parte, io, italianissima, adoro la Francia ed i francesi e parlo meglio la vostra lingua che l’inglese!

    • Ciccia&Cerva

      Grazie! Forse conosci anche meglio la Francia di noi 😉 Di dove sei in Italia?

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