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essere una donna in italia
Mar 08, 2019

Essere una donna in Italia

Giornata Internazionale delle Donne in Italia

Siamo l’8 marzo, la Giornata Internazionale delle Donne, chiamata in Francia, Giornata Internazionale DEI DIRITTI della Donna e vorremmo condividere la nostra esperienza in Italia. In Italia, dove questa giornata si chiama “Festa della Donna“. Sarà sicuramente il terzo anno che ci indigniamo, allora questa volta, lo facciamo pubblicamente! Non è una festa! Abbiamo deciso di parlare un po’ di come è essere donna in Italia e parleremo, particolarmente, delle nostre esperienze vissute.

8 marzo, San Valentino bis?


In Italia, quindi, l’8 marzo è stato rinominato la Festa delle Donne. Carino. Quindi durante questo giorno, si fanno gli auguri. Gli uomini fanno gli auguri alle donne (nei negozi, al lavoro, gli amici via messaggi…) e i mariti offrono dei fiori a loro moglie. Dal nostro punto di vista è una sorta di San Valentino bis insomma !
Della mimosa per le strade come se piovesse! Abbiamo scoperto che questi fiori sono stati scelti come simbolo della Giornata della Donna dopo la seconda guerra mondiale da l’Unione delle Donne Italiane. Solo che la mimosa, ricordiamocelo, è gialla, e il giallo, oltre all’allegria, corrisponde soprattutto al colore del tradimento. In Francia dicciamo: Jaune cocu, ovvero, giallo cornuto.

La Mimosa per la Resilienza delle donne

Ovviamente la mimosa non è stata scelta a caso in Italia, simboleggia pure la resilienza delle donne, ma in Francia è fortemente sconsigliato offrire dei fiori gialli… A buon intenditor, poche parole!

Questa giornata, a parere nostro, ha perso tutto il suo senso in Italia. E molte persone alle quali abbiamo chiesto “sai cosa significa la Giornata della Donna?” hanno risposto di non saperlo veramente, oppure dicono di non sentirsi particolarmente coinvolti. O ancora PEGGIO, alcuni hanno replicato che era inconcepibile che ci fosse una Festa della Donna e non quella dell’Uomo, con un tono umoristico, ma detto comunque del tipo:

“ ah volete la parità ma solo in un senso però! ”
#WTF?

Allora quest’anno, abbiamo deciso di mettere i punti sulle i (e l’accento giusto sulla é di purée e non purè)

Eccesso di galanteria?


Essere una donna in Italia, può essere a volte sconcertante. A metà strada tra galanteria ed essere trattata come una piccola cosa fragile, abbiamo dovuto adattarsi alla culture circostante. Adattarsi sì, ma cambiare no!
Cominciamo con le cose semplici della vita: qui, in Italia, raramente l’uomo passerà davanti, vi lascerà passare anche la situazione diventa ridicola e che tutti guadagnerebbero tempo se lui passasse questa c**** di porta per primo.

Il conto per favore

Poi, c’è questa convinzione ben radicata che l’uomo DEVE offrire da bere, da mangiare o chissà che alla donzella. Come se quest’ultima non fosse in grado di poter sovvenire alle proprie necessità. Attenzione, non stiamo parlando di offrire una cena alla propria ragazza ogni tanto perché fa piacere farlo. No, qui, stiamo parlando di momenti vissuti, come per esempio, in un ristorante dove noi, donne, vorremmo invitare il nostro compagno oppure dividere il conto e che il ristoratore stesso risponde al signore “non si fa di lasciare la signoRINA pagare!”.

Principe azzurro

Oppure, semplicemente, il cavaliere insista per pagare il conto mentre ci siamo incontrati il giorno prima, facendo di lui il nostro principe azzurro, galante, così bello, così valoroso! Però, attenzione, care signorine, perché con alcuni ragazzi, questa forma di galanteria nasconde spesso un “ti invito a cena ma mi devi dare qualcosa in cambio“… Se vedete quello che vogliamo dire. Allora, no piccolo Apollo, o piccolo Giulio, sappi che se vuoi offrire l’aperitivo o la cena alla gazzella che stai corteggiando, essa potrà comunque tornare a casa sua tranquillamente, dormire da sola nel suo letto matrimoniale, con il suo pigiama in pile, senza neanche avere l’obbligo di darti un bacio!

E il piccolo problema in tutta questa storia che l’uomo debba pagare è che sono le donne stesse a chiederlo e pretenderlo. Ve l’abbiamo detto, la battaglia non è vinta!

Tuttavia, oltre al vasto dibattito su chi deve pagare il conto, parliamo di altre piaghe… Molto, ma molto più importanti !

Parità e Meritocrazia


La pariCOSA?

In Europa, le donne guadagnano in media 16% in meno rispetto agli uomini. In Italia peraltro, i numeri indicano che il divario retributivo tra le donne e gli uomini sarebbe del 5,3%… Molto inferiore alla media europea! Buon allievo? O forse, è solo che ci sono meno donne che lavorano? Piuttosto l’opzione due, purtroppo. In effetti, in Italia, il tasso di attività delle donne è inferiore a quello degli uomini. 66,8% delle donne lavorano contro 88,2% degli uomini. E in questo caso, l’Italia è sotto la media europea. (Le nostre informazioni non sono il frutto della nostra immaginazione, troverete l’articolo di riferimento alla fine di questo articolo, in francese però).

A competenze e posizioni equivalenti in azienda, le donne sono pagate di meno.
E’ così, è un fatto. Qualche volta, ci si replica “sì ma…” “Sì ma un c**** OH!”. E quando ci pensiamo, in più, sappiamo pure fare diverse cose allo stesso tempo… Ci siamo fatto fregare alla grande!

Il colpo del secolo
Lavorare gratis, triste realtà
Ciccia&Cerva De Papel: la vendetta !

E allora, come se guadagnare meno non bastasse, le donne mettono quasi il doppio del tempo rispetto a un’uomo per avere una promozione o un aumento di stipendio. E poi, vengono a parlarci di “promozione divano*”… Ma ragazzi, ci dovete rivelare voi il vostro segreto! Non si tratta più di meritocrazia a quel punto.
Questa differenza salariale tra gli uomini e le donne, sarebbe come far lavorare le donne gratuitamente a partire dal 6 novembre e fino al 31 dicembre. Quasi due mesi in un anno! Studentesse a vita.

Tra l’altro, L’ONU ha dichiarato che questa disparità retributiva tra gli uomini e le donne è: Il più grande furto della storia.

Ma purtroppo, le disparità non si finiscono qui… 

Tasse: prima le donne!


Assorbente bene di lusso, tartufo bene di prima necessità
Tasse: Prima le donne!

Se in Francia, abbiamo FINALMENTE avuto la fortuna di vedere la tassa sulle protezioni igieniche passare dal 20% al 5,5% nel 2015, sappiate che qui, in Italia, sono ancora considerati un bene di lusso. E non solo, non è all’ordine del giorno di agire su l’IVA al 22% per questi famosi prodotti di lusso ma, in più, possiamo sentire o leggere qua e là che ci sono delle persone, (per non dire uomini) che stimano che non sono prodotti di prima necessità. Certo, come no! “Prima donne e bambini!”. Oltre al Titanic, si applica anche questo detto per le tasse. Che poi, che siano uomini a deciderlo, vogliamo parlarne?
In tutto cio, c’è una buona notizia, il tartufo tassato al 5%!

Vade retro tampax

Tra l’altro, visto che ci siamo, non sappiamo bene se si tratta di un boycott o di un credo che ci sfugge ma sappiate che è molto difficile trovare tutti tipi di assorbenti (interni) che abbiamo in Francia nei supermercati. Qui, il reparto è costituito al 80% di assorbenti (si chiameranno esterni quindi?) e solo 20% per gli assorbenti interni. Posizionati o in alto, o in basso per essere sicuri che non siano troppo in vista. Notiamo anche che non esiste una parola definita ne per assorbente interno ne per quello esterno. E una cosa che assorba, non si nomina. Vade retro Tampax !
E non parliamo neanche della coppetta (non il calcio raga, quella mestruale). Update dicembre 2019: si invece, parliamone perché il governo italiano (5 Stelle) dichiara che l’IVA sugli assorbenti rimarrà al 22% e, inoltre, inquinano, percio le donne dovrebbero usare la coppetta. Ringraziamo i politici italiani di pensare all’ambiente e di fare le scelte delle protezioni igieniche delle donne a posto loro. Usiamo la coppetta! Evviva la coppetta! Ma… Aspetta… Quale è l’IVA sulla coppetta? 22%.
Aggiungiamo pure che sappiamo che gli assorbenti non sono proprio il massimo ne per l’ambiente e nemmeno per la nostra salute, ma forse sarebbero più alle aziende produttrici di fare uno sforzo no? Inoltre, ogni donna è libera di scegliere la protezione igienica con la quale sta meglio. Le sue mestruazioni, le sue regole.

Se si pensa che in alcuni paesi, hanno abolito la tassa sugli assorbenti (in Australia per esempio) oppure che le protezioni igieniche sono distribuite gratuitamente nelle scuole e università come in Scozia.

La pillola del giorno dopo


Like a Virgin

Ma non fermiamoci in un cammino così positivo, parliamo anche della pillola del giorno dopo! La pillola del giorno dopo, come lo sappiamo, non deve essere usata come metodo di contraccezione. Tuttavia, un incidente può capitare anche se sono stati prese tutte le precauzioni. Allora sappiate che in Italia, il farmacista potrebbe rifiutare di darvi questa preziosa pillola. Si, avete letto bene. Il motivo? Ah, “boh”, saranno delle convinzioni… Anche se ancora, ci sfugge il collegamento tra medicina e religione! Comunque, ricordiamo che l’Italia è un paese molto cattolico e già non è raro vedere un crocefisso sospesa sopra il bancone della farmacia. E se in più, c’è il ritratto della vergine Maria appeso dietro la cassa, Madonna non ci sono tante speranze per la vostra pillola! Ma, non vi spaventare, ovviamente ci sono delle farmacie che la rilasciano. Però, ve la dice lunga sui diritti della donna in Italia, vero? Senza contare che vivere nel paese dove si trova il Vaticano, porta abbastanza discussioni sterili sul diritto di abortire.

WHO RUN THE WORLD? GIRLS


La conclusione di questo articoloè che faremo una festa quando le donne e gli uomini avranno finalmente gli stessi diritti! L’otto Marzo è una Giornata per ricordare che le donne hanno lottato negli anni passati per avere i diritti che abbiamo oggi. E ancora non è finita, quindi non si chiama “Festa della Donna”, si chiama Giornata Internazionale delle Donne.

PS: Da quando siamo in Italia, sentiamo spesso la gente dirci che siamo “molto femministe”, ma per noi si chiama solo il buon senso.
*Promozione divano è letteralmente la traduzione di “promotion canapé” che usiamo in francese per dire di una persone (spesso una donna) che ha rapporti sessuali per ottenere una promozione sul lavoro. Non si tratta di fare sesso con il vostro psicologo ;)
Bibliografia :
La vie des femmes et des hommes en Europe : les salaires : http://www.fse.gouv.fr/fse-mag/la-vie-des-femmes-et-des-hommes-en-europe-les-salaires
Les inégalités entre les femmes et les hommes en Europe : https://www.inegalites.fr/Les-inegalites-entre-les-femmes-et-les-hommes-en-Europe?id_theme=23

Ciccia&Cerva - Autore

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Comments ( 6 )

  • ANTONELLA MAIOCCHI

    Voi ci scherzate e fate bene, ma la situazione è davvero tragica. Qui da noi le donne non possono pagare il conto al ristorante ma possono lavorare gratis o sottopagate….

    • Ciccia&Cerva

      Ci scherziamo ma neanche tanto… La situazione, dobbiamo ammetterlo non è per niente divertente. Ancora di meno in questi tempi. E più ironia su quanto sia ridicola la posizione della donna nella società italiana. E tra l’altro, facciamo il ritratto dell’Italia ma si potrebbe estendere ad altri paesi, Francia compresa. Da quello che viviamo, vediamo e sentiamo tutti giorni, quello che manca davvero in Italia, è l’unione. Se noi donne non ci uniamo per diffendere i nostri diritti, rischiamo tantissimo :'(

  • Lucy

    Molto bene, da italiana (che vive a sua volta all’estero, ma non conta) ho letto e mi vergogno tantissimo. Forse anche per questo sono espatriata! Però non so che supermercati ci siano a Torino, io ho sempre visto tranquillamente assorbenti esterni (sì sì, si chiamano così :D) e interni ugualmente in mostra nei supermercati. Almeno quello 🙂
    Leggervi mi ha dato anche un feedback sul mio stesso lavoro di blogger. Vivo a Melbourne dunque scrivo di Australia, ora mi sto interrogando sulla percezione dei miei post da parte degli australiani e mi torna utile, grazie 😜

    • Ciccia&Cerva

      Graize! dopo tre anni volevamo condividere quello che pensavamo. Forse è anche perche siamo cresciute e ora vediamo le cose diversamente.
      In qualsiasi paese purtroppo sentiamo ancora discorsi disgustosi sulla donna ma non solo. Non vergognarti perche sei certo italiana ma non rappresenti il tu paese intero. Come noi non rappresentiamo tutti francesi! E fortunatamente abbiamo incontrato persone che cela pensano come noi anche quà.
      Ahaha, adesso siamo curiose di sapere cosa pensano gli australiani di quello che scrivi 😉

  • Esther

    Bonjour les filles, pour commencer j’essaie d’écrire en français, je ne l’ai pas fait depuis longtemps.
    J’ai lu votre article avec plaisir. J’ai étudié votre langue et vécu un peu à Paris, je peux dire que nous sommes si différents mais aussi tellement pareils 😉
    Peut-être est-il vrai qu’ici il existe des lois absurdes et contradictoires. En Italie, ( no en France) il existe toujours un moyen d’obtenir ce que vous voulez.
    Vous devez simplement connaître le bon truc 😉 (la pilule du lendemain est facile à obtenir, vous devez avoir de bonnes relations avec votre gynécologue, ils vous prescrivent toujours et le tour est joué).

    Je suis d’accord avec vous, la Journée de la femme est maintenant un coup publicitaire . A+

  • Elisa

    Non c’è che dire, siamo un Paese contraddittorio e ancora indietro sulla posizione femminile. Ho letto con molto interesse il vostro punto di vista esterno. Apprezzo la Francia perché mi sembra più avanti nella considerazione della donna, perché si trova la pillola del giorno dopo (io me la sono comprata lì e me la tengo in casa). In Italia trovo tante assurdità, questione dell’Iva in primis…dovremmo far valere un po’ di più le nostre ragioni e mi avete incentivato a farlo!! Merci;)

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